«Io, guardiano del lago più pulito d’ Italia»
Giuseppe Bianchi da 40 anni controlla le acque di Monate: le mie armi? Un’ antica lucia a remi; Ogni quindici giorni faccio analizzare i campioni che prelevo Nessuno mi ha mai pagato
TRAVEDONA MONATE (Varese) – Ha trascorso il giorno di Natale pescando fino alla sera tardi. La notte dell’ ultimo dell’ anno ha brindato sulla sua barca con i vecchi amici pescatori. Sotto i botti che illuminavano a giorno il Lago di Monate, Giuseppe Bianchi, 62 anni, detto il guardiano del lago perché da quarant’ anni fa la guardia allo specchio d’ acqua più pulito d’ Italia, ha salutato l’ arrivo del nuovo anno come da copione, il suo ovviamente: calici di spumante in barca a remi e pesca «grassa» di lavarelli assieme ai suoi compagni di canna da pesca. Nato in una delle vecchie case di famiglie patriarcali poi rimesse a nuovo che si trovano sulle rive, questo «filosofo d’ acqua dolce» con la passione per i film di Tognazzi, pescatore veterano e amante della natura, ha sposato – oltre che una donna dalla quale ha avuto cinque figlie – la causa del lago: difficile vederli separati, e non è raro, anche nei giorni d’ inverno meno rigidi e quando dalle colline scende la nebbia, osservarlo mentre percorre lentamente, nella tipica posa di voga all’ inpiedi, col volto verso prua e i remi a pala dritta, lunghi tratti da una parte e dall’ altra del bacino embrifero. «Mi sono preso la briga, tanti anni fa, di riuscire a mantenere questo lago pulito: gli ho fatto da sentinella per una vita – racconta Giuseppe Bianchi – e ancora adesso ogni quindici giorni faccio fare le analisi alle acque. Nessuno mi paga per questo. Ho fatto nascere un consorzio di tutela e ho combattuto perché tutti i Comuni rivieraschi mettessero i depuratori. Ogni tanto, uscendo in barca, scopro qualche altarino di qualche industria qui intorno: chiazze oleose al centro del lago, come quelle della scorsa estate, che ho segnalato agli organi competenti. Nessuno mi ha ancora risposto, ma io continuo a vigilare. Adesso ancora di più, visto che c’ è in corso anche un ripopolamento di pesci». La «goletta» verde sulla quale va in avanscoperta sul lago è una «anziana» lucia di tredici posti del 1962 (il nome lucia in realtà nasconde il termine originario, e forse anche meno da libro Cuore, che è «batél», come ben sanno i barcaioli dei laghi del Nord Italia): perfino l’ ex arcivescovo di Milano, il cardinale Martini, ci è salito sopra una ventina di anni fa. «Ha detto messa in mezzo al lago: quella volta costruii un sagrato galleggiante e lo accompagnai sulla Lucia assieme ad altri prelati. Fu un avvenimento per la storia di questo piccolo paese: offrii del lavarello pescato alle quattro di mattina. Devo dire che fu apprezzato», ricorda Bianchi. Questo tipo di imbarcazioni, che si vedevano in gran numero una volta navigare sul lago di Como e di cui Alessandro Manzoni immortalò il fascino nel romanzo «I promessi sposi», erano al servizio anche dei signori monatesi che le usavano nel secolo scorso – soprattutto la domenica – per le visite alle ville dei loro amici e parenti che abitavano lungo le sponde del Lago di Monate. «Le domeniche, d’ estate, vedevi i signorotti transitare al centro lago con queste barche con la capottina di tela bianca per ripararsi dal sole: c’ erano grandi feste e veniva gente importante da queste parti. Le coppie di fidanzati poi usavano queste barche per romantiche notti sul lago», racconta il guardiano. La passione da pescatore che si porta dietro nelle sue giornate la deve a un vecchio zio, un arzillo signore che campò fino a novant’ anni e che Bianchi tenne in casa fino alla sua morte: «Ho cominciato a pescare con lui, quando avevo dieci anni e cominciavo a guadagnarmi da vivere facendo l’ aiutante barbiere, ma con l’ idea che prima o poi avrei anche aperto un salone per signore, come in realtà poi ho fatto. A quei tempi c’ erano le lavandaie a riva che sbattevano i panni sulle pietre bianche e qui intorno c’ erano le case dei contadini: le donne, verso sera, portavano gli animali ad abbeverarsi. Adesso tutto è cambiato: a poche centinaia di metri da qui c’ è una superstrada dove passano migliaia di macchine e camion al giorno e industrie e cementifici che inquinano, anche se qualcuno mi vuol far credere che sia tutta rugiada di bosco. Comunque fino a quando sarò vivo mi batterò perché il lago resti pulito». Da quando si è sparsa la voce della presenza di questo strano pescatore che ha l’ abitudine una volta all’ anno di salire sulla sua Due Cavalli e di partire armato di canne da pesca alla volta dei laghi del Nord Europa, anche le coppie di sposi che vengono a celebrare le nozze nelle chiese dei paesini qui intorno e che organizzano i banchetti nuziali in alcuni ristoranti del posto, si fanno portare sulla sua lucia a vedere le darsene delle ville e gli angoli più suggestivi del lago. «Dopo il parroco sono diventato la carica più importante del paese – dice Bianchi, scoppiando a ridere -. E’ diventato un classico salire sulla mia barca in abito da sposa per le foto: un po’ come accade alle carrozzelle romane davanti al Colosseo». Quando rientra, la sera, dopo avere ancorato la barca al pontile di fronte a casa, dà da mangiare un impasto di pane e parmigiano reggiano ai pesci: «Molti ridono di questa storia del parmigiano. Ma la tinca di ventiquattro chili presa mesi fa l’ ho pescata in questo modo. Sarà pure merito, forse, della benedizione del Martini, il cardinale, che ancora dura… che ne dice?». Gianluca Mattei IL LUOGO Uno specchio tra le colline meta di olandesi e tedeschi TRAVEDONA MONATE (Varese) – Il lago di Monate, famoso per la purezza e la limpidezza delle acque, si è formato nel periodo glaciale quaternario artico dal ghiacciaio Verbano; circondato da colline moreniche ed alimentato da acque sorgive, ha una superficie di 2 chilometri quadrati e mezzo. La costa ha uno sviluppo di quasi 8 chilometri e la massima profondità del lago raggiunge i 34 metri. È consentita solo la navigazione a remi e a vela, e la pesca da riva. Diversi i ritrovamenti di palafitte, in particolare nelle stazioni preistoriche denominate Sabbione, Bozzolo e Occhio, dove gli scavi hanno portato alla luce utensili, oggetti vari e una piroga monoxile del periodo neolitico. D’ estate, quando la temperatura dell’ acqua raggiunge i 25 gradi, le sue spiagge sono prese d’ assalto da numerosi turisti: molti anche gli stranieri, in prevalenza olandesi e tedeschi, che vengono a trascorrere le vacanze nella conca collinare nelle Prealpi varesine. È anche uno dei ritrovi preferiti dai milanesi che, sulle rive del lago di Monate, hanno molte seconde case; è frequentato soprattutto per i panorami che si possono ammirare dai pontili collocati sulle sue sponde: più di tutti dalla catena del Monte Rosa. Nei quattro comuni che sorgono sulle sue rive (Travedona Monate, Cadrezzate, Comabbio ed Osmate), abitano circa 6 mila abitanti: nel più piccolo dei quattro, Osmate, risiedono solo 439 persone.
2002-2003