Orrore in Spagna
Nell’arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle “picas” e dalle “banderillas”, dalla spada e dal coltello, il toro, immobile, vive la sua lenta agonia. Accanto a lui muore il cavallo, il ventre squarciato sotto la trapunta. Il “matador”, eroico e vittorioso, si inchina alla folla e applaude.
E’ il finale dell’ultimo atto di una corrida spagnola.
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IL TORO PRIMA DI ENTRARE NELL’ARENA:
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- Viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze
- Viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia
- Gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo
- Gli viene messa vaselina neli occhi per annebiargli la vista
- Gli viene infilata della stoppa nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare
- Gli vengono infilati aghi nelle carni
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IL TORO QUANDO ENTRA NELL’ARENA:
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- Gli vengono conficcate dai “picadores” le “picas” che producono dolore ed emorragie
- Gli vengono infilate dai “banderilleros” le “banderillas”, che sono arpioni che straziano ancora più i muscoli, costringendo l’animale ad abbassare la testa
- viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l’animale
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IL TORO QUANDO ESCE DALL’ARENA:
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- viene trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente
- ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un’ingiusta vittoria
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Quanto sopra è lo “spettacolo” che la gente vede. Quello che non vede, e che molti ignorano, ve lo raccontiamo adesso. I tori vengono trasportati dagli allevamenti alle arene rinchiusi in casse di legno protette da armature in ferro e munite di rotelle. Le casse sono rigorosamente strette per mantenere l’animale sulle quattro zampe, senza permettergli di fare dei movimenti. Durante i trasporti, talvolta molto lunghi, i tori restano senza cibo e acqua e sono talvolta oggetto di colpi di bastone infilati attraverso le liste delle casse. Prima di arrivare a destinazione, vi è una sosta dal cosiddetto “barbiere”, che effettuerà la prima operazione per rendere innocuo l’animale: gli verranno accorciate le corna (“afeitado”). Si tratta di una pratica illegale, ma universalmente praticata malgrado la proibizione. È questa la prima frode della corrida, consistente nel privare i tori dell’unica arma a loro disposizione. L’animale rimane chiuso nella cassa, le corna vengono tirate fuori attraverso due aperture,e poi segate, la loro punta viene rifatta con coltelli da cucina e martelli, poi riverniciata di un colore che assomiglia a quello originale, per camuffare l’operazione. Segare e rifare le corna è estremamente doloroso perché significa incidere la materia viva e il midollo, parti molto sensibili. Cola molto sangue. Ma nessuno fa caso ai muggiti di dolore dell’animale, anzi: ogni anno viene attribuito un “saracco d’oro” (il saracco è una sega a mano) a colui che ha eseguito il miglior accorciamento delle corna. Il toro non dispone di tempo sufficiente per rendersi conto della nuova lunghezza delle sue corna e adattare la sua carica; resta affossato nel suo dolore fisico, che il “matador” e gli altri rifiutano categoricamente di lenire con calmanti, dato che il dolore fisico diminuisce anche le facoltà psichiche. È praticamente uno zombi l’animale che entra nell’arena. Dopo il taglio delle corna, il toro viene portato nelle prigioni sotterranee dell’arena, dove riceve altri trattamenti: i suoi occhi vengono cosparsi di vaselina per limitare il suo campo visivo, di modo che non possa vedere quanto succede; viene anche tenuto al buio, di modo che l’entrata nell’arena gli provochi turbe visive un quarto d’ora prima di entrare nell’arena, riceve un’iniezione di tranquillanti; degli spray ipnotici e paralizzanti gli vengono lanciati sul muso per alterargli la vista (infiammazione del globo oculare) e provocargli tremori all’apparato motorio talvolta il toro riceve colpi di picche sui garretti. Prima di entrare nell’arena, vengono lasciati cadere sui reni del toro immobilizzato dei sacchi di sabbia di un quintale ciascuno. Questo si ripete per una trentina di volte, per indolenzire l’animale gli zoccoli vengono limati e talvolta incisi. A volte vengono conficcate spine di legno nelle unghie ed aghi vengono conficcati nei testicoli per impedire al toro di sedersi. Si infila del cotone nelle narici, che raggiunge la gola e rende più difficile la respirazione infine il toro viene preso a calci sul dorso, sui reni, ecc. Questo spiega chiaramente come la corrida non sia altro che una volgare truffa, dove il preteso combattimento uomo-toro è ben lungi dall’esistere. Le frodi cominciano negli allevamenti. Malgrado la CEE lo abbia proibito, degli anabolizzanti vengono aggiunti al foraggio dei tori con lo scopo di ottenere degli animali più muscolosi. Lo scopo è anche quello di far entrare nell’arena tori che diano l’impressione dei essere forti, sani e combattivi. Infatti le prestazioni dei toreri e dei loro colleghi sarebbero ufficialmente coperte di ridicolo, se il pubblico sospettasse di avere dinanzi un animale ferito, sofferente e degno di pietà. Ogni anno, in Spagna, vengono uccisi 40.000 tori durante le corride e nel corso di numerosissime feste popolari dove gli animali vengono massacrati nelle strade. Al termine della sua esibizione, il “matador” deve conficcare la sua spada lunga 85 centimetri nel toro, fino ai polmoni, ma l’atto non sempre riesce. Talvolta viene ripetuto più volte, e infine il torero può ricorrere all’uso di una spada più corta nel tentativo di sezionare il midollo spinale. Vince quando il toro cade per terra. Allora il torero gli taglia le orecchie e la coda, ma sovente il toro è ancora vivo: è soltanto paralizzato dalla sezione del midollo. È generalmente vivo anche quando lo trascinano fuori dall’arena. Il pubblico applaude, senza rendersi conto di applaudire una grossolana pagliacciata ed un atto di aberrante crudeltà, insegnato anche ai bambini. In Spagna, le scuole di tauromachia sono aperte per i bambini di otto anni, dapprima con finti tori e poi, a partire dai tredici anni, con giovani tori veri.Secondo Alain Perret (cit.) è stato dimostrato che bambini che hanno frequentato corsi di tauromachia e torturato animali, una volta adulti, sono diventati pericolosi delinquenti.
—- NON E’ FINITA!!! —-
CI SONO LE FESTE SANGUINARIE SPAGNOLE CHE SONO PIÙ’ DI 3.000 TUTTO L’ANNO
Proibite dal 1963 sono oggi incoraggiate dalle autorità sia civili che religiose e alcune, considerate di interesse turistico internazionale, vengono sovvenzionate ufficialmente. Gli animali usati sono bovini, ovini, cani, gatti, conigli, asini, galline, oche e tanti altri. La maggior parte di queste sadiche feste paesane organizzate in onore di Gesù, Madonna e Santi sono terribili torture di bovini ormai inutilizzabili nelle corride e nella riproduzione
Alcune delle 3.000 feste:
A MANGANESES (ZAMORA) – a febbraio – viene lanciata dall’alto una capretta viva.
A TORDESILLAS e in molti altri luoghi “eroici cavalieri” strappano o tagliano la testa di galli vivi appesi per le zampe.
FESTA DELL’ASINELLO
Si svolge a VILLANUEVA DE LA VERA (CACERES) in Estremadura ogni anno l’ultimo giorno di Carnevale.
Un asinello piccolo e vecchio, cavalcato e selvaggiamente bastonato, viene trascinato dalla folla. Quando cade viene obbligato a rialzarsi a randellate, mentre i bambini lo riempiono di botte, calci e pugni per ore finche l’animale agonizza.
FESTA DEL TORO EMBOLADO (Toro con le corna di fuoco)
Sono più di 50 provincie di Valencia, Castellan e in altri paesi della Spagna.
Si avvitano alle corna del toro piccoli arnesi con palle di cotone, olio e catrame a cui viene dato fuoco.
Mentre l’animale impazzisce per il catrame infuocato che gli brucia il muso e gli occhi, viene inseguito, perseguitato e bastonato dalla folla.
FESTA DEL TORO DE LA VEGA (Settembre)
Un popolo di adulti e bambini armati di lance lunghe fino a 3 metri, aspetta l’arrivo del toro per torturarlo e trapassarlo in tutte le direzioni. Risulta vincitore di una LANCIA D’ORO, offerta dal Municipio, colui che, per primo, taglia i genitali al toro ancora vivo.
FESTA DEL TORO DI CORIA (Giugno) – Estremadura
12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla inferocita, 2 al giorno per 6 giorni in onore di San Giovanni.




